Il lupo, una vera minaccia?

Povera nonnina, avranno pensato tutti quei bambini a cui è stata per la prima volta raccontata o letta la storia di Cappuccetto Rosso. Quel lupo cattivo che entra in casa della vecchietta e se la mangia in un sol boccone per prendere il suo posto e completare il banchetto con la nipotina, tenera ed ingenua. Ma ecco il cacciatore, l’eroe di una storia che ha fatto eco nelle orecchie di ogni bambino, che uccide il lupo cattivo e consegna il lieto fine a questa fiaba. Oggi come ieri, il lupo, animale dalla scontata malvagità viene considerato più come una minaccia che una risorsa per l’intera catena alimentare. Soprattutto in zone dove la pastorizia è ancora largamente praticata e gli allevamenti di ovini e caprini diventano il pasto più appetibile dei predatori. In Amiata così come in Maremma, negli ultimi anni il lupo che ha fatto la sua ricomparsa sul territorio dopo oltre trent’anni, sta toccando le vette di impopolarità non solo tra gli allevatori, cronache di stragi settimanali, ma anche tra i più comuni cittadini tornando quasi a credere come da bambini che per ogni lupo presente sia forse più giusto il lieto fine di Cappuccetto Rosso.
Ma quanto c’è di vero intorno a quello che avete letto sul lupo? Come sono i suoi attacchi? Sono solamente loro i responsabili delle stragi che occupano pagine e pagine di alcuni quotidiani? Cosa dice la comunità scientifica? Cosa si può fare per contenere le perdite degli allevatori? La pastorizia è veramente a rischio sul territorio?
A queste ed altre domande risponderà l’articolo in uscita a giorni, solo su amiatainformata!

Il cicloturismo da domani avrà una marcia in più. E’ il Veaboca, nato in Amiata.

Hai la batteria scarica? Dall’Amiata arriva una soluzione. Spieghiamoci meglio. In Toscana così come nel resto d’Italia, si sta diffondendo l’utilizzo di bike con pedalata assistita per visitare aree naturali e rurali. Non tutte sono però attrezzate per garantire l’efficienza energetica delle bike lungo percorsi meno frequentati e magari immersi nella natura. A questo ha pensato Mirko Bravi, amante del cicloturismo che pratica con la famiglia da diversi anni in giro per l’Italia. E proprio durante una di queste sue vacanza in Trentino nel 2012, con amici e colleghi, che Mirko prende lo spunto per realizzare un progetto in grado di consentire anche ai meno sportivi di percorrere sentieri inaccessibili per famiglie come loro. Così lo scorso anno ha deciso di investire con la sua azienda agricola di Santa Fiora(GR), su un progetto di ricerca per la mobilità elettrica nelle aree naturali, figurando come capofila del progetto VEABOCA in partnership con le Università di Siena e Firenze. E’ una pensilina(struttura assemblabile) in grado di ricaricare lungo un percorso, le batterie di mountan bike a pedalata assistita e di qualsiasi bicicletta elettrica, dove l’energia non arriva. La struttura è realizzata con pali di castagno amiatini(che lui stesso lavora e produce nella sua azienda) ed è dotata di pannelli fotovoltaici in grado di poter offrire servizio di ricarica e non solo ovunque, integrandosi perfettamente nella natura. Facilmente trasportabile con un carrello e assemblabile in qualunque luogo da mani non esperte in un’ora di tempo, il VEABOCA è uno strumento estremamente versatile. Oltre alla funzione di ricarica, potrebbe infatti servire da stazione di monitoraggio dei dati ambientali, come sistema di videosorveglianza, rete wi-fi e volendo anche come punto relax dei ciclisti con un distributore automatico di bevande e snack. Il modello base è composto dalla pensilina con suo portabici, prese elettriche per la ricarica delle batterie ed altri oggetti elettronici, in più un tavolo con panca per il riposo degli escursionisti. La potenza installata nei pannelli da tre moduli fotovoltaici, del produttore americano SolarWorld, è di 750 watt per ogni pensilina, collegati ad un regolatore di carica ed inverter per impianti off-grid e ad un gruppo di batterie da 6 chilowatt(capacità di accumulo) garantendo la ricarica per 3/5 giorni nuvolosi. In dotazione di questo modello oltre all’access point wi-fi già installato, ci sono anche due biciclette elettriche con motore Bosch per il trasporto dei bambini. Molteplici le differenze tra il nuovo prototipo e le tradizionali pensiline di ricarica già presenti in altre aree naturali. E’ infatti orientabile a varie inclinazioni in base alla stagione, per ottimizzare la resa dell’impianto fotovoltaico. Nonostante il peso, 1,5 tonnellate, il VEABOCA si trasporta con facilità e anche la sua installazione, può essere portata avanti da quattro mani poco esperte. In più la struttura è autoportante e quindi in posizione di lavoro non ha bisogno di ancoraggi al terreno. Al momento non ci sono prezzi ufficiali di vendita(si parla di una forbice tra gli 8 e i 12 mila euro a prototipo in base al modello richiesto), visto che il primo prototipo giunto a Santa Fiora lo scorso ottobre, sta concludendo il periodo di tester dando buoni risultati tanto di resistenza dei materiali che di accumulo energetico. A Mirko non piace troppo parlare di cifre anche perché cerca di farmi capire che nel suo investimento non vede un nuovo business, ma l’opportunità di un servizio in più per questo emergente segmento turistico. Servizio che vorrebbe far partire proprio dall’Amiata, dove vive e dove il contesto naturale e paesaggistico si prestano ai migliori utilizzi del VEABOCA. Sono infatti circa 500 i chilometri di tracciati percorribili intorno all’Amiata che, gli appassionati e i praticanti di cicloturismo potrebbero avere a disposizione per i loro tour sportivi ed escursionistici. A fine estate si chiuderanno i test del prototipo, per leggere poi i dati registrati e se questi daranno esito positivo il prodotto potrebbe essere pronto per il mercato. Recentemente inserito tra le startup innovative della Regione Toscana, il Veaboca diventa un’opportunità in più per gli amanti delle due ruote a pedalata assistita che, in futuro, potranno contare su postazioni di ricarica anche nei sentieri più sperduti, ma se questo posto sarà l’Amiata non possiamo ancora saperlo.

MONTAGGIO VEABOCA
MONTAGGIO VEABOCA

Per informazioni visitare il sito http://www.mirkobravi.com/

Il Consorzio in un limbo dantesco

L’inchiesta della settimana 

La crisi attuale ogni giorno inghiotte aziende, cooperative, imprese e negozi, portando a volte imprenditori e onesti cittadini a gesti drastici che danno la misura della difficoltà del momento. Ci sono però casi in cui la sopravvivenza di un’impresa non è giocata sul terreno della crisi, ma sui cavilli burocratici dietro ad una richiesta di finanziamento. La vittima in questione è il Consorzio Olio extravergine di oliva di Seggiano DOP, con sede sul Monte Amiata(GR), che si vede bloccato un finanziamento sul quale si lega la sua stessa sopravvivenza. Il Consorzio dell’olio di Seggiano nasce nel 2002 dalla volontà di un gruppo di imprenditori locali che decidono di unire le proprie forze per valorizzare la qualità e le caratteristiche della cultivar locale, Olivastra di Seggiano. In questi anni il Consorzio ha portato avanti una politica di promozione che non si è limitata al prodotto Olio, ma che ha coinvolto l’intero territorio amiatino con tutte le sue particolarità. Una realtà così ben radicata e nata a difesa di un prodotto che ottiene riconoscimenti continui per le sue qualità e proprietà organolettiche, ha rischiato seriamente di chiudere i battenti senza avere una minima responsabilità sulla vicenda. E ancora non è di certo fuori pericolo. Ma andiamo per gradi. Tutto inizia nel 2010, quando il Consorzio decide di partecipare ad un bando emesso dal GAL(Gruppo di Azione Locale) FAR Maremma, per attivare tutta una serie di iniziative promozionali ed informative sul proprio prodotto. Il Consorzio partecipa al bando su una misura del PSR(Piano di Sviluppo Rurale) regionale con il progetto “Informazione e promozione dell’olio extravergine Seggiano DOP” richiedendo un finanziamento di € 30.000,00, ai quali si sommano altri € 12.000,00 in autofinanziamento.   A marzo del 2010, il FAR Maremma che ha in gestione quella misura del PSR, comunica al Consorzio di aver deliberato l’ammissibilità del progetto al contributo richiesto. Dopo la comunicazione, il Consorzio con gli atti che certificano la futura concessione del contributo richiesto, si reca in Banca per avere un anticipo di tale somma per iniziare i lavori sul progetto, avuto sotto forma di cambiali. Nel maggio del 2012, a lavori ultimati come da progetto e rendicontazione con opportuno collaudo da parte del FAR Maremma, arriva però la doccia fredda da parte dell’ufficio regionale istruttore della misura su cui il Consorzio aveva richiesto il contributo. Il Dirigente del Settore Sviluppo Impresa Agricola e Agroalimentare della Regione segnala al FAR Maremma e ad ARTEA, organismo pagatore, un possibile errore nell’atto di assegnazione a favore del Consorzio dell’olio extravergine di oliva Seggiano DOP. Motivazione, né il prodotto generico Olio extravergine di oliva né quello a denominazione d’Origine Seggiano DOP rientrano tra i prodotti ammissibili a quel finanziamento. Dal PSR regionale, nell’elenco dei prodotti ammissibili a finanziamento si trovano 17 prodotti ammessi e 5 esclusi, tra questi due elenchi(dove non si trova il Consorzio di Seggiano) si trova però una voce che specifica come a quelli ammessi potranno aggiungersi altri in corso di iscrizione e di nuova proposta(dove troverebbe spazio anche il Consorzio). L’esclusione sembrerebbe quindi dovuta dal fatto che al momento dell’emissione del bando (agosto 2010) e dell’atto d’assegnazione (marzo 2011), la DOP Seggiano non era iscritta nel registro comunitario e non poteva quindi beneficiare del sostegno. Il 14 dicembre 2011 però nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea viene riconosciuta la DOP all’olio extravergine di oliva di Seggiano registrato al n° 207, il cui iter era iniziato nel dicembre 2005. Il GAL FAR Maremma sicuro della correttezza del proprio operato richiede(gennaio 2013) un parere legale allo studio legale dell’Avvocato Renzo Grassi che ne conferma la correttezza della deliberazione (da parte del GAL) e quindi la piena legittimità dell’assegnazione della misura di sostegno. Da una parte si trova il FAR Maremma che difende il proprio operato, dall’altro il settore regionale competente che ha già dato la sua valutazione passata e nel mezzo il Consorzio, unico irresponsabile col coltello alla gola. Se non fosse per il recente accordo concluso con l’Unione dei Comuni Amiata Grossetano, che ha portato un piccolo respiro di sollievo all’economia del Consorzio, la sua chiusura sarebbe stata inevitabile. Anche se non tutto è superato, come mi conferma a denti stretti il Presidente Oriano Savelli, perché quelle cambiali un tempo sicuro di poter onorare, hanno maturato interessi da capogiro ad ogni rinnovo ed ancora non è fuori pericolo.  Dopo cinque anni, durante i quali il Consorzio è solo un miracolo che sia ancora in piedi, nessuno sa bene di chi sia la responsabilità di quel piccolo errore che ha quasi reciso il collo del Consorzio di Seggiano.

Il Diavolo marino, una mostruosa creatura che non si aggira più solo negli abissi marini, ma circola anche negli stagni della burocrazia italiana.

Tra i fondali marini più sperduti e inaccessibili si aggirano creature mostruose e letali. Il Diavolo marino, meglio conosciuto come Black Sea Devil della famiglia Melanocetidae, si muove ad una profondità di 600 metri e la femmina possiede un’arma speciale per catturare le sue prede. Oltre alle larghe mandibole e i denti affilatissimi, questo mostruoso esemplare possiede una sorta di antenna luminosa posta sul capo, come una piccola lampadina che illumina il buio del mare quando è in cerca di prede. Tante le vittime di questo predatore eccezionale che attraverso l’esca luminosa attira ignare e curiose prede tra le sue lame di denti. In Amiata c’è un Consorzio che come quelle prede ignare nell’abisso dei mari ha inseguito il lume di un bando Europeo su misure regionali(Programma Sviluppo Rurale) e da oltre un anno, è finito tra le grosse mandibole della nostra burocrazia, dove le responsabilità non hanno mai un destinatario. Ognuno pensa di avere ragione in questa vicenda di cui conosciamo al momento un solo dato certo, il nome della vittima, il povero e ignaro Consorzio che in cerca di sostegno si aggirava nei rivoli dei bandi pubblici senza sapere che quel lumicino lo avrebbe portato verso l’oblio. Unica differenza è che le prede del BlackseaDavil, muoiono in nano secondi, mentre quella del Consorzio sembra più una lenta agonia.

A breve l’inchiesta!

Perchè un Blog che parla di Amiata

L’Amiata è una terra meravigliosa. Un variegato spaccato naturale che si erge fra la Maremma e la Val d’Orcia. Inesauribile fonte d’ispirazione per poeti e scrittori, questa sconosciuta fetta di Toscana, a mio modo di vedere soffre di un deficit informativo grave e da colmare. La comunicazione in Amiata è negli ultimi anni diventata frammentaria e parziale, frutto di scelte politiche, amministrative e talvolta redazionali che hanno gettato i suoi cittadini in una condizione di oblio delle notizie. Quelle scomode, quelle che vanno contro gli interessi particolari, quelle che fanno meno audience e che spesso i giornali non hanno interesse a pubblicare, ma che secondo me, i cittadini di questo territorio dovrebbero conoscere e magari poi anche criticare a posteriori, ma prima di tutto ciò devono leggerle. Per questa e molte altre ragioni ho deciso di prestare la mia professionalità al servizio della collettività nella viva speranza che il mio sforzo sia di utilità pubblica. Ho sempre considerato i cittadini, come veri committenti del nostro lavoro, quello giornalistico e proprio da questa convinzione ho deciso di costruire un blog dove sbattere in faccia a tutti gli abitanti di questa montagna incantata notizie diverse, fuori dal coro, abbandonate o volontariamente rimosse. Non mi propongo come il Travaglio dell’Amiata che sputa sentenze e getta velenosi strali sui più disparati argomenti, penso più ad una semplice formica operaia che prova a fare il suo lavoro nella forma più onesta che esista per un giornalista, quella di inseguire i fatti, unico faro guida del nostro difficile ma straordinario lavoro! Spero che questo mio Blog incontri il consenso di una comunità che ha il diritto di essere informata nella maniera più limpida e genuina possibile. Grazie per il tempo che dedicherete ai miei lavori e se ci sono consigli, aggiornamenti o argomenti da approfondire, sarò ben lieto di accettarli!

Kris78

I saggi parlano delle idee, gli intelligenti dei fatti e gli stupidi degli altri!